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  • dott.ssa Sara Rizzi

Che cos'è l'attacco di panico?

Aggiornamento: 27 dic 2019

Tutti ne parlano, molti dicono di averlo sperimentato; ma il rischio al giorno d'oggi è di "banalizzare" questo fenomeno e usare questo termine come sinonimo di "forte ansia". Non è esattamente così, e se vuoi veramente capire cosa distingua un momento di "forte ansia" da un attacco di panico, questo è l'articolo che fa per te.

Cos’è l’attacco di panico?

Il “terrore panico” è considerabile un sottotipo di paura e nello specifico una paura cieca, pervasiva ed incontrollabile di morire, impazzire o di perdere il controllo con tragiche e terribili conseguenze. Vediamo meglio come si presenta questo fenomeno terribile ma relativamente innoquo, che colpisce ogni giorno milioni di italiani.

L’attacco di panico è circoscrivibile in un momento ben definibile nel tempo in cui questa paura appena descritta insorge improvvisamente per poi raggiungere l’apice nel giro di pochi minuti o anche pochi secondi. Per questo si chiama “attacco”: è improvviso, non controllabile e poco prevedibile, con un inizio ed una fine a volte sfumati ma abbastanza definibili nel tempo. L’attacco di panico può quindi durare, complessivamente, dai 5 minuti alla mezz’ora, con la media che si stabilisce attorno ai 15 minuti.


Quali sono i sintomi dell’attacco di panico?

I sintomi somatici sono quelli che tipicamente si presentano nei disturbi d’ansia e che possono essere anche molto variabili da persona a persona. I più comuni sono: palpitazioni, dolore al petto e alle braccia, tremori, sudorazione, sudori freddi, formicolio alla pelle, dolori allo stomaco o nausea, sensazione di “morsa” alla gola e difficoltà respiratorie.

Terribili sono anche i sintomi “mentali” ovvero i pensieri intrusivi e ossessivi che si innescano subito prima e permangono durante l’attacco di panico: sono pensieri legati alla convinzione di stare per morire o di stare per impazzire. Questi pensieri sono derivati spesso da interpretazioni distorte e catastrofiche della realtà o dei normali segnali corporei.

Passato l’attacco, nel giro di poche decine di minuti, la persona può ricominciare le proprie attività quotidiane. Spesso dall’esterno non è possibile accorgersi dello stato di tensione residua, soprattutto se la persona ha una buona capacità di controllo ed è determinata a nasconderla. Lentamente, si torna alla “vita normale”, con normali sintomi somatici e pensieri più leggeri e meno pervasivi.





Quali sono le cause dell’attacco di panico?

Le cause possono essere molteplici e possono variare molto da persona a persona. Per comprenderle e lavorare sulle cause del panico, soprattutto nel caso di Disturbo da Attacchi di Panico, è necessario l’intervento di uno psicologo psicoterapeuta, a volte in collaborazione sinergica con uno psichiatra per una giusta terapia farmacologica. Sebbene tra le cause possibili possano esservi anche memorie traumatiche o fobie, molto più comunemente gli attacchi di panico sono conseguenti a periodi di difficoltà, stress lavorativo e burnout, problemi sociali e relazionali, ansia generalizzata protratta nel tempo.


Quando l’attacco di panico può sfociare nel Disturbo da Attacchi di Panico (Panic Disorder)?

Circa nel 5% dei casi, da uno o pochi attacchi di panico si può instaurare un vero e proprio Disturbo da Attacchi di Panico, ovvero una condizione cronicizzata e strutturata in cui gli attacchi di panico si presentano molto frequentemente per un periodo di tempo prolungato. Il Disturbo da Attacchi di Panico spesso si associa a insonnia, sonno disturbato, emicrania e perdita di peso.


Penso di aver avuto un attacco di panico. Cosa devo fare?

Nell’epidemiologia dei disturbi mentali, i disturbi della sfera dell’ansia sono in questo momento i più comuni nei paesi occidentalizzati. Come te ci sono tantissime persone, si stima circa 10 milioni solo in Italia, che ogni giorno affrontano e superano questo problema.

Il medico di famiglia può orientarti circa i servizi pubblici che offrono psicoterapia (solitamente nelle ASL) e consulti psichiatrici, oltre che suggerirti delle analisi del sangue (in alcuni casi la causa dell'ansia e del malessere potrebbe essere data da squilibri metabolici od ormonali causati da malattie fisiche, come ad esempio in alcuni tipi di tiroidite). Puoi anche cercare autonomamente uno psicologo, meglio se psicoterapeuta ad indirizzo cognitivo comportamentale esperto in disturbi della sfera dell’ansia.

Nonostante permanga il rischio di recidive nel corso della vita, l'attacco di panico occasionale ed il Disturbo da Attacchi di Panico sono affrontabili e superabili grazie alla psicoterapia, a volte con l'aiuto di un trattamento farmacologico nella fase acuta.



Per approfondimenti o dubbi, scrivi a s.rizzi.psico@gmail.com.

La dottoressa riceve a Torino su appuntamento.



Fonti:

https://www.who.int/healthinfo/statistics/bod_panicdisorder.pdf

American Psychiatric Association (2001), DSM-IV-TR, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali – Text Revision, Masson, Milano, Cit. In: Tull M.T., Roemer L. (2007), “Emotion Regulation Difficulties Associated with the Experience of Uncued Panic Attacks: Evidence of Experential Avoidance, Emotional Nonacceptance, and Decreased Emotional Clarity”. Behavior Therapy, 38, 4, 378-391

Canil M., “Manifestazioni dell’attacco di panico e diffusione tra la popolazione”

Anxiety sensitivity, catastrophic misinterpretations and panic self-efficacy in the prediction of panic disorder severity: towards a tripartite cognitive model of panic disorder.

Sandin B, Sánchez-Arribas C, Chorot P, Valiente RM Behav Res Ther. 2015 Apr

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