Il metodo

Etica Professionale

Metodi e tecniche si adattano alle necessità specifiche di ogni paziente, di cui rispetto credenze, ritmi e vissuti soggettivi in un'ottica di piena accoglienza, professionalità e non giudizio. Ogni metodologia che scelgo di applicare è stata precedentemente studiata e validata dalla letteratura scientifica.

Il metodo d'intervento che seguo si rifà ai più moderni e solidi modelli psicologici: evoluzionista, costruttivista, sistemico-relazionale, narrativo, cognitivo, comportamentale, basati sulla teoria dell’attaccamento, ed arricchiti ed integrati dai più recenti approcci corporei o focalizzati sulle emozioni (mindfulness, terapia sensomotoria, schema-therapy, emotion focusing). Troverai qualche esempio qui sotto.

La mia etica professionale si rifà strettamente ai principi contenuto nel Codice Deontologico Degli Psicologi, che puoi consultare gratuitamente qui

L'attaccamento è uno dei sistemi motivazionali interpersonali: essi sono sistemi formati da emozioni, bisogni e suggerimenti all'azione che regolano il nostro comportamento.

In un'ottica di cervello tripartito, ci troviamo nel pieno del secondo cervello, quello mammifero, o limbico.

L'attaccamento è proprio tipicamente dei bambini, dei cuccioli dei mammiferi e di tutti noi quando, anche da adulti, ci sentiamo in difficoltà o in pericolo e sentiamo la necessità della vicinanza di qualcuno più forte, più bravo o più esperto di noi. Su questo sistema si basa la stessa sopravvivenza del bambino: sarebbe assolutamente incapace di sopravvivere da solo ed è completamente dipendente dalle cure altrui. Per questo i bambini (ma anche i cuccioli) usano l'attaccamento per segnalare la fame, il freddo, il mal di pancia o la paura, attraverso il pianto (prima) e la ricerca attiva della vicinanza dell'adulto (poi), come l'attirare la sua attenzione, il muoversi verso l'adulto e il chiedere di essere preso in braccio, ad esempio.

La qualità della relazione tra il bambino e la sua figura d'attaccamento è fondamentale, secondo la teoria dell'Attaccamento di Bowlby, allo sviluppo di MOI - Modelli Operativi Interni adattativi e funzionali: questi guideranno il bambino nelle future interazioni influenzandone il comportamento per tutta la vita. Potremmo descrivere i MOI come delle specie di aspettative sui comportamenti altrui, soprattutto davanti alla richiesta di aiuto o vicinanza, con in più le strategie di controllo relazionale e di problem solving che il bambino imparerà ad esercitare.

La teoria dell'attaccamento e le sue successive riformulazioni è alla base di numerosi approcci clinici odierni, soprattutto grazie al contributo sperimentale portato da Mary Ainsworth.

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...questi guideranno il bambino nelle future interazioni influenzandone il comportamento per tutta la vita.

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Mother and Child detail from The Three A

Secondo il neuroscienziato Paul McLean, l'evoluzione del sistema nervoso centrale nei millenni avrebbe seguito 3 tappe importanti;

1. Il cervello "rettiliano" o "primitivo", è tutt'ora presente in rettili, mammiferi, primati e umani, e il suo compito è quello di salvaguardare la vita e la soprattivenza della specie. Ha mandati biologici semplici ma efficaci, che sono i sistemi motivazionali Prende la guida in caso di minaccia all'incolumità guidandoci verso i comportamenti innati di attacco o fuga, e ci spinge a soddisfare i nostri bisogni primari, regolando l'omeostasi (fame, sete, sonno, caldo, freddo...) e spingendoci ad una sessualità istintiva e volta al solo soddisfacimento del bisogno. Le sue emozioni tipiche sono rabbia (aggressività difensiva) e paura (fuga dal pericolo).

2. Nei mammiferi e negli umani, oltre e "sopra" (anche letteralmente, da un punto di vista anatomico) alla struttura arcaica del cervello rettiliano, si è sviluppato il cervello "limbico", capace di elaborare le informazioni emotive e portatore di nuovi mandati biologici, che vanno oltre alla semplice sopravvivenza e riproduzione: questa parte del nostro cervello, infatti, ci spinge a cercare conspecifici significativi con cui instaurare delle relazioni che ci diano sicurezza, benessere e senso di appartenenza. Questo è il motivo per il quale i mammiferi si organizzano in gruppi (famiglie, comunità, branchi, greggi...) e i rettili invece no. Qui ha sede, in un certo senso, il "miracolo" dell'intersoggettività. I sistemi motivazionali di questa parte del nostro cervello regolano tutt'ora le nostre interazioni con gli altri esseri umani, e sono responsabili di tante emozioni legate specificatamente all'intersoggettività come la vergogna, l'orgoglio, la mancanza, l'offesa, l'affetto, la gelosia...

3. L'ultima conquista dell'evoluzione, presente anche nei primati ma in forma abbozzata e più tipica invece degli umani è la "neocorteccia"; nel nostro encefalo si trova anatomicamente sopra e attorno al cervello limbico, il quale a sua volta si trova sopra e attorno al cervello rettiliano. Questa parte del nostro cervello è estremamente importante per le sue funzioni, ad esempio di narrazione: la narrazione è la principale modalità con la quale diamo senso e significato agli eventi, dai più piccoli ("perché il mio collega oggi è scontroso?") ai più significativi ("perchè ho sviluppato questa malattia? - se ti interessa approfondire la forza delle nostre narrazioni, leggi qui); di autocontrollo, in quanto la neocorteccia funge da "freno" agli impulsi arcaici e mammiferi che sorgono dalle strutture inferiori del cervello; di autoriflessività, ovvero la capacità di pensare riflessivamente a sé stessi e a costruire i significati che ci guideranno nella vita e nella vita in relazione agli altri; di programmazione di scelte e obiettivi anche rappresentati in via ipotetica o in un futuro lontano.

Per questo motivo, nessun mammifero, per quanto intelligente, potrebbe capire il significato di uno scambio di anelli ad un matrimonio, come nessuna lucertola potrebbe mai capire il senso di protezione della leonessa verso i suoi cuccioli che giocano (né il piacere del gioco).

Ogni comportamento umano, anche quelli che ci sembrano più patologici, come tagliarsi il braccio, abusare di sostanze o usare violenza, è spiegabile secondo i sistemi motivazionali ed i mandati dei nostri tre cervelli.

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...i tre cervelli sono presenti contemporaneamente ed ognuno serve a funzioni specifiche; in alcuni, particolari momenti è possibile che uno prenda il sopravvento sugli altri ed il controllo sul sistema.

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La teoria dei tre cervelli:

La teoria dell'attaccamento:

La visione olistica

Il mio lavoro si basa sull'interpretazione di benessere come concetto psico-fisiologico, e dell'uomo come sintesi unificante dei fenomeni somatico e mentale. Mente come funzione del corpo, corpo come estensione della mente; in una prospettiva post-cartesiana e post-razionalista dell'essere umano, Corpo e Mente non si rivelano che due volti di un'unica medaglia.